enthusiast about photography
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Bene, la mostra fotografica sul mio reportage si è conclusa. Una bella esperienza. Ve la racconto.

I preparativi della mostra sono stati molto impegnativi; l’inesperienza mia e la mancanza di un luogo meglio strutturato per ospitare una esposizione ci hanno reso la vita piuttosto difficile. Le carenze infrastrutturali ci hanno un po’ complicato la vita e fatto temere, in alcuni momenti, di arrivare in ritardo. Abbiamo avuto accesso alla sala solo la mattina del 28, giorno in cui, alle 17,30 avremmo dovuto inaugurare la mostra. Il lavoro è stato frenetico e solo grazie a come ci siamo organizzati, al coordinamento di Roberto e al contributo di Ivan Gussoni e Francesco Radici siamo riusciti a terminare nel pomeriggio.

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Foto Nicola Tognoli

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Foto Ivan Gussoni

A casa per una doccia veloce, qualche telefonata e poi di nuovo li, per sistemare gli ultimi dettagli. L’arrivo dei ragazzi del Gurdwara con il loro Masala Chai e Pachora ci ha finalmente concesso di sederci e ripassare i nostri interventi prima che cominciasse ad arrivare gente.

Ma la gente non arrivava, pensavo ormai di fare una inaugurazione per pochi intimi. Poi improvvisamente la sala si è riempita, in un attimo non c’erano più posti a sedere, ma la gente continuava ad arrivare e riempire gli spazi vuoti della sala avvicinandosi pericolosamente alle stampe che per fortuna erano coperte da un drappo di tessuto rosa.

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Foto Nicola Tognoli

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Inizia la presentazione, la gente sembra molto interessata e applaude con energia. Gli interventi si susseguono con un buon ritmo, ma senza fretta. I ragazzi Sikh parlano della loro religione e infine io dico 4 parole per lasciare più spazio possibile alla proiezione delle slide e alla musica suonata da Aninder Baryah e Gurpreet Singh.

Finisce la musica, scorrono i titoli di coda e la gente applaude a lungo. L’inaugurazione è stato un successo e la tensione lascia pian piano posto all’euforia e alla contentezza per questo successo.

Infine vengono scoperte le foto e la gente comincia a vederle, mentre assaggia il Masala Chai e i Pachora e deliziosi dolcetti offerti dai ragazzi del tempio di Cortenuova. Tutti ci fanno i complimenti, ci stringono le mani e ci danno pacche sulle spalle ed io mi sento ubriaco e felice. Poi mi dicono che un sacco di gente non è riuscita a salire dalle scale e che c’è altra gente che aspetta di sotto per poter salire. Un sacco di gente.

La serata avrebbe dovuto concludersi alle 18,30, ma alle 20,30 dobbiamo spegnere le luci. Siamo tutti contenti, contenti e stanchi, anche fisicamente, perchè prima di andarcene dobbiamo spostare tutte le sedie e preparare l’allestimento definitivo.

Il giorno dopo ancora gente che sale per vedere e tanti ci dicono che la sera dell’inaugurazione non ce l’hanno fatta a salire perchè c’era troppa gente.

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Una grande soddisfazione.

I giorni successivi ancora gente, di meno ovvio, ma ancora gente. Bello che ci sia così tanta attenzione alla mostra e a quello che tratta. A Romano  c’è anche chi vuole conoscere e accetta il “diverso”. Me ne frego dei commenti negativi, delle sciocchezze vomitate tra una salamella e l’altra, dei “si però” pronunciati dall’alto di improbabili pulpiti. Noi abbiamo fatto qualcosa, qualcosa di perfettibile di sicuro, ma qualcosa di concreto e innegabilmente inconsueto.

Il Mercoledi alla serata di approfondimento non c’erano tante persone, anche perchè in settimana la città perde un pezzo della sua già compromessa vitalità e il clima invoglia a stare sul divano e non a uscire di casa. Pochi ma buoni, tutti molto interessati e ne nasce un bel dialogo con i simpatici ragazzi Sikh del Gurdwara di Cortenuova.

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Foto Nicola Tognoli

Secondo week end di apertura, in coincidenza della bellissima iniziativa di ECO RACE. Sia Sabato che domenica una nuova ondata di visitatori ci rende ancora una volta felici del successo di questa iniziativa.

Gente ne gira ogni giorno. Qualche scolaresca, dei gruppetti di giovani incuriositi, insegnanti e rappresentanti delle scuole, anziani a passeggio. Peccato per l’esiguo numero di partecipanti all’iniziativa di Mercoledi 11, dove ho raccontato della mia esperienza, questa volta fotografica.

Nuovo week end, ultimo di esposizione. Un Sabato particolare anche per la coincidenza con il mio compleanno. Dopo una giornata densa di visite nel pomeriggio un fatto davvero eccezionale. Umberto mi avvisa che stanno per raggiungerci due persone non vedenti interessate alla mostra. Onestamente all’inizio ho pensato ad uno scherzo e invece non lo era affatto. Marito e moglie non vedenti sono venuti e si sono fatti raccontare da un infaticabile Roberto tutte le foto, una per una ! Incredibile vero ? Incredibile ! E poi per finire in bellezza piccola festa di compleanno a sorpresa. Grazie ragazzacci !

Domenica altra grande giornata ed evento nell’ evento. Ci hanno raggiunto dal Gurdwara di Cortenuova una trentina tra uomini, donne e bambini. Hanno mostrato come si indossa il Dumalla, lo hanno fatto provare a qualche visitatore e poi le armi, la dimostrazione di arti marziali e infine Masala Chai e dolcetti per tutti i presenti.

Che bella esperienza, che bella soddisfazione.

  

    

Foto di gruppo 

 

Il nonno mette il turbante al nipote in preparazione al Vaisakhi. La festa della nascita del Khalsa

Fotografia

Il mio lavoro nasce come un esercizio e si trasforma velocemente in un esperienza importante sia dal punto di vista fotografico che dal punto di vista umano. L’ospitalità del popolo Sikh mi ha permesso di entrare nella loro comunità, di capirne i concetti fondamentali e di apprezzarne alcuni importanti aspetti.

La fotografia come mezzo per imparare, per divulgare, per far conoscere e conoscere, concentrandosi più sull’esperienza che sulla fotografia.

Ho cercato di raccontare una storia, la storia di donne, uomini e bambini che vengono da lontano e portano con se il loro bagaglio culturale e spirituale.

Ho cercato di raccontare la loro religione, la loro ospitalità e il loro essere “uomini” e “donne”.

Non ho cercato foto eclatanti, ho cercato di fare fotografie significative, ho badato più al contenuto che alla forma.

UN PO’ DI NOTIZIE

L’immigrazione Sikh in Italia inizia sulla scia dei fatti di sangue del 1984 (Operazione BLUE STAR  attacco al Tempio D’Oro di Amristar). Inizialmente l’Italia è considerata una meta intermedia o di secondo piano ed è principalmente meta di giovani maschi, senza famiglia, che trovano impiego prevalentemente nei paesi del centro-sud perlopiù in circhi e giostre. Dopo pochi anni il flusso migratorio si sposta verso il nord Italia, dove i Sikh trovano impieghi più stabili, prevalentemente nell’agricoltura e nell’allevamento. I primi migranti ricoprono una funzione sociale importante nell’ambito dei flussi migratori dal Punkab diventando di fatto le “teste di ponte” per favorire e facilitare i nuovi e sempre maggiori flussi provenienti dall’India settentrionale. Arrivano così in Italia parenti e amici dei Sikh che già sono integrati nella comunità del nord Italia.

In questi anni vengono fondati i primi Gurdwara (1990). I Gurdware hanno ruolo indennitario e fondativi della comunità Sikh in Italia ed ha un ruolo centrale nella vita della comunità Sikh. Il Gurdwara ha funzione di LUOGO DI CULTO, LUOGO DI RAPPRESENTANZA PUBBLICA, LUOGO DI SOCIALIZZAZIONE, LUOGO DI ACCOGLIENZA (Chiunque esso sia, a prescindere dall’appartenenza religiosa, dalla casta, eccetera).

L’accoglienza è un valore fondamentale della spiritualità Sikh e si intende in senso spirituale che fisico. Ad esempio il testo sacro il Guru Granth Sahib, contiene anche inni mistici hindu e mussulmani; le porte del Tempio d’Oro sono aperte verso i quattro punti cardinale a simboleggiare l’ospitalità nei confronti di ogni popolo, il Langar del tempio d’Oro è in grado sfamare fino a 50.000 persone; nella cittadina di Faridkot, in Panjab, c’è un gurdvara che accoglie nel proprio compound un santuario di un mistico musulmano del XIII secolo, Baba Farid, alcuni inni del quale sono compresi nel Guru Granth Sahib: a Faridkot  si vedono quindi musulmani e sikh pregare vicini e in armonia.

Questa ospitalità dei Gurdware (anche in Italia) è stato corrisposto dalla Chiesa Cattolica che ha accolto i Sikh intessendo con loro una rete diplomatica e di collaborazione.

La comunità Sikh in Italia è stimata in circa 70.000

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Il Gurdwara di Cortenuova (BG). Fedeli pregano davanti al Guru Granth Sahib; il libro sacro.

  Ringrazio:

Aninder Baryah per la sua preziosa collaborazione e la mediazione culturale

Kamaljit Kaur, manpreet Baryah e Hameet Baryah per la loro ospitalità

Roberto Bano per il prezioso contributo e i consigli durante la selezione delle immagini

La comunità Sikh del Gurdwara di Cortenuava per la loro collaborazione e per l’ottimo cibo

Vijay Kumar, Tony, e tutti gli altri amici che mi hanno aiutato e accompagnato in ogni angolo del Gurdwara

Sara Lando,  che tramite il GSFP ha dato il LA a questo progetto costringendomi smettere di pensare e fare. Che mi ha insegnato a prestare attenzione ai bordi e mi ha insegnato a guardare meglio e più attentamente.

Tutti i colleghi del GSFP per il loro consigli e i loro incoraggiamenti

Simone Tiraboschi e il FotoClub La Torretta che mi hanno dato modo di condividere con loro questa storia

MA SOPPRATTUTTO

Un ringraziamento speciale va alla mia famiglia, a mia moglie Fabiana e a mia figlia Anna, alle quali ho rubato del tempo per dedicarmi alla realizzazione di questo progetto. Per il loro sostegno, la loro pazienza e i loro consigli. Senza di loro non avrei potuto portare a termine il progetto.

Sikh - by Andrea Tognoli

Da qualche mese sto lavorando ad un reportage sulla cultura e la religione Sikh. Il progetto è a buon punto, ma non posso certo dire che sia concluso. Voglio condividere però una piccola anteprima del progetto.

Thanks to all Sikh friends for the cooperation, the hospitality and the great help. Without all you guys  this would not have been possible.

Stay tuned !

Soon the complete reportage.

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