Il nonno mette il turbante al nipote in preparazione al Vaisakhi. La festa della nascita del Khalsa

Fotografia

Il mio lavoro nasce come un esercizio e si trasforma velocemente in un esperienza importante sia dal punto di vista fotografico che dal punto di vista umano. L’ospitalità del popolo Sikh mi ha permesso di entrare nella loro comunità, di capirne i concetti fondamentali e di apprezzarne alcuni importanti aspetti.

La fotografia come mezzo per imparare, per divulgare, per far conoscere e conoscere, concentrandosi più sull’esperienza che sulla fotografia.

Ho cercato di raccontare una storia, la storia di donne, uomini e bambini che vengono da lontano e portano con se il loro bagaglio culturale e spirituale.

Ho cercato di raccontare la loro religione, la loro ospitalità e il loro essere “uomini” e “donne”.

Non ho cercato foto eclatanti, ho cercato di fare fotografie significative, ho badato più al contenuto che alla forma.

UN PO’ DI NOTIZIE

L’immigrazione Sikh in Italia inizia sulla scia dei fatti di sangue del 1984 (Operazione BLUE STAR  attacco al Tempio D’Oro di Amristar). Inizialmente l’Italia è considerata una meta intermedia o di secondo piano ed è principalmente meta di giovani maschi, senza famiglia, che trovano impiego prevalentemente nei paesi del centro-sud perlopiù in circhi e giostre. Dopo pochi anni il flusso migratorio si sposta verso il nord Italia, dove i Sikh trovano impieghi più stabili, prevalentemente nell’agricoltura e nell’allevamento. I primi migranti ricoprono una funzione sociale importante nell’ambito dei flussi migratori dal Punkab diventando di fatto le “teste di ponte” per favorire e facilitare i nuovi e sempre maggiori flussi provenienti dall’India settentrionale. Arrivano così in Italia parenti e amici dei Sikh che già sono integrati nella comunità del nord Italia.

In questi anni vengono fondati i primi Gurdwara (1990). I Gurdware hanno ruolo indennitario e fondativi della comunità Sikh in Italia ed ha un ruolo centrale nella vita della comunità Sikh. Il Gurdwara ha funzione di LUOGO DI CULTO, LUOGO DI RAPPRESENTANZA PUBBLICA, LUOGO DI SOCIALIZZAZIONE, LUOGO DI ACCOGLIENZA (Chiunque esso sia, a prescindere dall’appartenenza religiosa, dalla casta, eccetera).

L’accoglienza è un valore fondamentale della spiritualità Sikh e si intende in senso spirituale che fisico. Ad esempio il testo sacro il Guru Granth Sahib, contiene anche inni mistici hindu e mussulmani; le porte del Tempio d’Oro sono aperte verso i quattro punti cardinale a simboleggiare l’ospitalità nei confronti di ogni popolo, il Langar del tempio d’Oro è in grado sfamare fino a 50.000 persone; nella cittadina di Faridkot, in Panjab, c’è un gurdvara che accoglie nel proprio compound un santuario di un mistico musulmano del XIII secolo, Baba Farid, alcuni inni del quale sono compresi nel Guru Granth Sahib: a Faridkot  si vedono quindi musulmani e sikh pregare vicini e in armonia.

Questa ospitalità dei Gurdware (anche in Italia) è stato corrisposto dalla Chiesa Cattolica che ha accolto i Sikh intessendo con loro una rete diplomatica e di collaborazione.

La comunità Sikh in Italia è stimata in circa 70.000

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Il Gurdwara di Cortenuova (BG). Fedeli pregano davanti al Guru Granth Sahib; il libro sacro.

  Ringrazio:

Aninder Baryah per la sua preziosa collaborazione e la mediazione culturale

Kamaljit Kaur, manpreet Baryah e Hameet Baryah per la loro ospitalità

Roberto Bano per il prezioso contributo e i consigli durante la selezione delle immagini

La comunità Sikh del Gurdwara di Cortenuava per la loro collaborazione e per l’ottimo cibo

Vijay Kumar, Tony, e tutti gli altri amici che mi hanno aiutato e accompagnato in ogni angolo del Gurdwara

Sara Lando,  che tramite il GSFP ha dato il LA a questo progetto costringendomi smettere di pensare e fare. Che mi ha insegnato a prestare attenzione ai bordi e mi ha insegnato a guardare meglio e più attentamente.

Tutti i colleghi del GSFP per il loro consigli e i loro incoraggiamenti

Simone Tiraboschi e il FotoClub La Torretta che mi hanno dato modo di condividere con loro questa storia

MA SOPPRATTUTTO

Un ringraziamento speciale va alla mia famiglia, a mia moglie Fabiana e a mia figlia Anna, alle quali ho rubato del tempo per dedicarmi alla realizzazione di questo progetto. Per il loro sostegno, la loro pazienza e i loro consigli. Senza di loro non avrei potuto portare a termine il progetto.